Installare in locale il server web LAMP
Installare in locale il server web LAMP
LAMP è l' acronimo che indica un ambiente server in cui sono installati Linux, Apache (in questa guida Apache2), MySQL e PHP (solitamente; ma anche Perl o Python).Il server web LAMP in locale (sul proprio computer) diventa necessario quando si vuole testare (prima di installarli in remoto sul server) applicazioni web scritte in PHP; lo stesso discorso vale per i siti basati su piattaforme WCMS (Web Content Management System) come Joomla, Drupal e WordPress per citare i più diffusi che, inoltre, per il loro funzionamento necessitano anche di un database server (nel nostro caso MySQL)Questa procedura è testata su Ubuntu 10.04-LTS; per le altre versioni di Ubuntu visitate i siti ufficiali sia in italiano che in inglese. Per le altre distribuzioni Linux come Debian, fate riferimento a questa guida. Per le altre distribuzioni basate su Debian, che utilizzano quindi il gestore di pacchetti APT, la procedura non è molto diversa, anche in questo caso fate riferimento ai siti ed ai manuali relativi. Idem per le altre Distro come Mandriva, OpenSuse, Fedora, Slackware eccetera.
TrueCryptCome cifrare i dati in un volume virtuale o di un'unità esterna
TrueCrypt è un'applicazione grafica che consente all'utente di creare dei volumi virtuali cifrati nei quali inserire file personali. Con TrueCrypt è possibile creare un file-contenitore da proteggere con una password ed usare come un qualsiasi hard-disk. Il file contenitore è un normalissimo file che sarà possibile montare come fosse un disco esterno. Una volta montato, sarà possibile salvare al suo interno tutti i file desiderati: il programma si occuperà della cifratura in tempo reale di tutto il contenuto. Una volta terminate le operazioni, sarà possibile smontare il volume virtuale, il cui contenuto rimarrà inaccessibile fino all'accesso successivo. Quando un dispositivo è stato cifrato, solo gli utenti autorizzati potranno accedere al contenuto. TrueCrypt è un software gratuito ed OpenSource per Linux, Mac e Windows. Compilare ed eseguire un programma scritto in Java
In questo articolo mostrerò come compilare e mandare in esecuzione un sorgente scritto col linguaggio Java. Per programmare in Java bisogna installare il suo ambiente di sviluppo SDK (Software Development Kit) scaricabile dal sito della Sun Microsystem. Ma il 13 novembre 2006 la stessa ha rilasciato la sua implementazione del compilatore Java e della macchina virtuale (Virtual Machine) sotto licenza GPL (fonte: Wikipedia).
Inoltre, l'8 maggio 2007 Sun ha pubblicato anche le librerie (tranne alcune componenti non di sua proprietà) sotto licenza GPL, rendendo Java un linguaggio di programmazione la cui implementazione di riferimento è libera (fonte: Wikipedia). Quindi si può installare l'SDK, nel nostro caso "openjdk-6-jdk", direttamente dai repo di Debian o di Ubuntu con "apt-get install", "aptitude install" oppure tramite l'interfaccia grafica di "Synaptic" (Per le distro basate su "RPM" come Mandriva, OpenSuse, Fedora eccetera, fare riferimento al proprio gestore di pacchetti). Installato l'SDK, da shell come utente normale (user) verificate se tutto è a posto col seguente comando: pippo@pippo:~$ java -version Dovreste ottenere un output simile: java version "1.6.0_20" OpenJDK Runtime Environment (IcedTea6 1.9.7) (6b20-1.9.7-0ubuntu1~10.04.1) OpenJDK 64-Bit Server VM (build 19.0-b09, mixed mode) pippo@pippo:~$ Come si legge dall'output questo è il responso di Ubuntu-10.04-LTS
Ma passiamo alla compilazione ed esecuzione di un sorgente Java.
Personalizzare il Repository di Debian testing In questo tutorial illustrerò come modificare la lista dei “repository” Debian contenuti nel file “sources.list”, in particolare mi riferirò alla Debian testing. Da pochi giorni è stata rilasciata la nuova Debian 6.0 (nome in codice “Squeeze”), cioè quella che fino al 5 febbraio era la Debian testing è divenuta “stable”, stabile. Mentre adesso l'attuale Debian testing ha assunto il nome in codice di “Wheezy”, e rimarrà tale finché non diventa “matura” per passare a sua volta stable. Quindi per ottenere nuovi aggiornamenti bisogna modificare il proprio “sources.list”, l'operazione non è difficile e richiede, ovviamente, i privilegi di “root”, divenire cioè amministratori. In particolare illustrerò come modificare sources.list affinché il gestore dei pacchetti APT (Advanced Packaging Tool) punti sempre all'ultima stable disponibile evitando ulteriori modifiche al file e passaggi di versione.
Bene procediamo.
Loghi grafici con GIMP
Questo breve tutorial illustrerà come realizzare un logo grafico (Logotipo) con GIMP: bene incominciamo.
Backup delle e-mail e delle impostazioni di Thunderbird Questo tutorial illustrerà la procedura da seguire per salvare lo status della corrispondenza e delle configurazioni di Thunderbird in caso di reinstallazione o installazione di una diversa distro Linux: questa procedura è stata testata su Ubuntu 10.10 Maverick con i dati di Ubuntu 10.04-LTS: bene incominciamo.
Compilare ed eseguire un programma in C In questo articolo illustrerò come si compila e si manda in esecuzione un programma scritto nel linguaggio C. Si consideri il seguente programma: /* Sorgente per stampare a video un messaggio */ #include
main() { printf("Programmare in C\n"); } Questo semplice programma stampa sul video, in questo caso nella shell, tramite l'istruzione (funzione) “printf” la frase: “Programmare in C”.
Pillole di ShellPillole di Shell
In questo tutorial illustrerò alcune pratiche funzioni della shell di Linux (verificate su distro Ubuntu 10.04-LTS).Forse non sapevate che la shell può essere usata come una calcolatrice per le quattro operazioni matematiche fondamentali: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione, vediamo un esempio.
Aprite la shell e digitate il comando sottostante per eseguire una moltiplicazione:pippo@pippo:~$ echo $((2*3)) 6 --> il risultato
Così per le altre operazioni.
Backup con RsyncBackup con rsync
Questa guida illustrerà come eseguire il backup dei dati su un' unità esterna come, per esempio, un hard disk. Il modo più intuitivo e semplice di eseguire il backup dei dati è quello del “copia e incolla”, ma a lungo andare risulta poco pratico per diversi motivi: ad esempio dopo un po' soprattutto quando ci sono molti dati da salvare bisogna “dire” al sistema di sovrascrivere e quindi salvare i dati nuovi: può capitare di non ricordare se un file è già salvato oppure no, eccetera. Beh anche in questo caso Linux ci viene in aiuto con un tool molto flessibile, pratico e potente: rsync.
Routine check UbuntuCome modificare il numero della “routine check” di Ubuntu Normalmente ogni 20 o 30 avvii il sistema esegue un check del disco, cosa che si vede nella sua completezza se la modalità d'avvio “verbosa” è abilitata, cioè mentre il sistema viene inizializzato per avviare l'ambiente desktop, sullo schermo è possibile leggere i messaggi (log) del Kernel.Ora quando il numero di avvii senza check è stato raggiunto il sistema analizza il disco: è però sempre possibile saltare questo controllo premendo il tasto “Esc” oppure "C". Ma visto che gli sviluppatori hanno previsto questa analisi, a mio modesto parere, è meglio lasciare che il sistema faccia il suo lavoro, almeno di tanto in tanto. |






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